Anedda: ‘Dal 2026 costo del denaro in crescita strutturale’

Il mercato immobiliare italiano è entrato in una fase di profonda trasformazione, segnata dalla fine definitiva dei tassi zero e da un crescente squilibrio tra costo del credito e redditi delle famiglie. È quanto emerge dall’intervento di Roberto Anedda, head of financial market analysis & public relations di Credipass, al RE Italy Winter Forum 2026 di Confedilizia in corso alla Borsa Italiana di Milano.
Dopo oltre un decennio di costo del denaro estremamente contenuto, con tassi a breve anche negativi, il 2022 ha segnato una brusca inversione di rotta. Le recenti manovre della Bce hanno favorito un parziale rientro, ma – secondo le aspettative di mercato – dal 2026 al 2036 si profila una nuova fase di crescita strutturale dei tassi.
Uno scenario, viene spiegato, che si innesta su una criticità di fondo: la stagnazione del reddito reale delle famiglie italiane, tra i più bassi in Europa negli ultimi 15 anni. Dal 2010 a oggi l’Italia registra una crescita minima del potere d’acquisto, peggiore solo della Grecia, mentre altri Paesi europei hanno visto aumenti a doppia cifra.
Fino al 2022 il calo dei tassi aveva compensato la debolezza dei redditi, mantenendo sostenibile il peso delle rate. Il rialzo improvviso del costo del denaro ha però portato il rapporto rata-reddito in ‘zona rossa’, con mutui a tasso variabile arrivati a sfiorare il 50% del reddito familiare.
Secondo Anedda, anche le prospettive future indicano un ritorno a equilibri più onerosi, con effetti diretti sulla sostenibilità e sulla concedibilità dei mutui. Un cambio di paradigma che impone al settore immobiliare e alle famiglie di prepararsi a un contesto strutturalmente diverso rispetto al passato recente.

Fonte: Ansa.it